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Eni
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mwewEni S.p.A., in origine mwfaacronimo di mwfqEnte Nazionale Idrocarburicite-ref-2[2]cite-ref-3[3], è un'mwhgazienda mwhwmultinazionale fondata dallo mwiaStato mwiqitaliano nel mwig1953 a mwiwRoma come mwjaente pubblico economico, sotto la direzione di mwjqEnrico Mattei, presidente fino alla sua morte nel 1962, convertita poi in mwjgsocietà per azioni nel 1992.
Presente in 62 paesi, con mwka32 349 dipendenti nel 2025cite-ref-referencea-1-3[1] sotto il simbolo del mwlqcane a sei zampe, l'Eni è attiva nei settori del mwlgpetrolio, del mwlwgas naturale, della mwmachimica, della mwmqbiochimica, della produzione e commercializzazione di mwmgenergia elettrica da mwmwcombustibili fossili, da mwnacogenerazione e da mwnqfonti rinnovabili.
È stata il maggior gruppo industriale italiano per fatturato dal 2003 al 2013, nuovamente nel 2018cite-ref-4[4] e dal 2023 al 2025cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]. Nel 2025 Eni è al 205º posto nella classifica mondiale mwrwForbes Global 2000 delle mwsasocietà ad azionariato diffuso in termini di fatturato, utile, attivo e capitalizzazione di mercatocite-ref-8[8], mentre nella classifica mwtqFortune 500 per mwtgfatturato è alla posizione 104cite-ref-9[9]. Eni è inserita anche nella classifica mwuwThomson Reuters Top 100 Global Energy Leaderscite-ref-10[10] e nella Thomson Reuters Top 25 per il settore Oil&Gascite-ref-11[11].
Dal 1995 al 2001 lo Stato italiano ha venduto in cinque fasi parte consistente del capitale mwxqazionario, conservandone una quota superiore al 30% (sommando le quote detenute dal mwxgDipartimento del tesoro e dalla mwxwCassa depositi e prestiti) e detenendo comunque il controllo effettivo della societàcite-ref-12[12]. In base alla legge 30 luglio 1994, n. 474cite-ref-13[13], lo Stato, tramite il mwaaMinistero dell'economia e delle finanze, d'intesa con il mwaqMinistero delle imprese e del made in Italy, è titolare di una serie di poteri speciali (la cosiddetta mwaggolden share) da esercitare nel rispetto di criteri prestabiliti.
È guidata da Giuseppina Di Foggia (presidente dal 6 maggio 2026)cite-ref-referenceb-14-0[14] e mwcqClaudio Descalzi (mwcgamministratore delegato dall'8 maggio 2014)cite-ref-15[15]cite-ref-ansa-it-16-0[16]. La società è quotata sia al mwewNew York Stock Exchange (NYSE) che nell'indice mwfaFTSE MIB della mwfqBorsa Italiana.
Contents
• Storia
• Loghi
• Sedi
• 2006
• 2007
• 2008
• 2009
• 2010
• 2011
• 2012
• 2013
• 2014
• 2015
• 2016
• 2017
• 2018
• 2019
• 2020
• 2021
• 2022
• 2023
• 2024
• 2025
• Rating
• Archivio
• Note
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Storia
Gli storici dell'economia tendono a mettere in evidenza nella nascita dell'ENI una diversa concezione dell'intervento pubblico rispetto a quella che fu alla base della nascita dell'mwgqIRI: se nel caso dell'IRI lo Stato si limitò a intervenire in emergenza per “salvare” le aziende private, in quello dell'ENI lo Stato svolse un ruolo “strategico” e in parte di concorrenza agli interessi dell'industria privata.cite-ref-17[17]
Cronologia essenziale
Queste sono le date principali nella storia dell'Eni:
• mwkw1945: mwlaEnrico Mattei è commissario dell'AGIP
• mwpq1962: inaugurazione stabilimento di mwpgGela; acquisizione della mwpwLanerossi; morte di mwqaEnrico Mattei
• mwqg1963: inaugurazione raffineria di mwqwSannazzaro de' Burgondi
• mwsa1968: l'ENI diventa maggior azionista della mwsqMontedison
• mwsw1974: Agip acquisisce la rete di distributori mwtaShell Italia, trasformata nell'mwtqItaliana Petroli (IP); inaugurazione dei gasdotti provenienti dall'mwtgURSS e dai mwtwPaesi Bassi
• mwuq1976: Scoppio della colonna di lavaggio dell'impianto di sintesi dell'ammoniaca dell'mwugAnic di Monte Sant'Angelo
• mwza1991: scioglimento di Enimont e acquisizione di tutti gli stabilimenti chimici Montedison
• mw1g1995: il mw1wMinistero del Tesoro cede una prima quota Eni pari al 15% del capitale, collocandolo in Borsa
• mw4w2003: Eni celebra i 50 anni di attività
• mw5q2005: In mw5gAngola Eni avvia i giacimenti petroliferi di Kissanji e Dikanza; l'Italiana Petroli (IP) viene ceduta all'mw5wAnonima Petroli Italiana (API)
• mw8a2013: Nasce mw8qEnjoy, brand di Eni Smart Consumer S.p.A, che offre il servizio di mw8gcar sharing nelle città italiane. Nello stesso anno viene soppresso, per la fusione definitiva con Eni, il marchio mw8wAgip
• mw9q2015: Eni scopre in mw9gEgitto Zohr, il più grande giacimento di gas del mw9wMediterraneo; deconsolidamento di mw-aSaipem; avvio della direzione Energy Solutions per lo sviluppo delle mw-qenergie rinnovabili
• mw-w2017: Prende il via la società retail di mw-aEni gas e luce, le cui attività sono scorporate da Eni.
• mw-g2019: La società ambientale di Eni, Syndial, cambia nome e diventa mw-wEni Rewind
Le origini
L'ENI fu istituito con legge numero 136 del 10 febbraio mwary1953, ma l'intervento dello Stato italiano nel settore degli mwarcidrocarburi risaliva a prima della mwargSeconda guerra mondiale: l'mwarkAgip era nata nel mwaro1926, l'mwarsAnic nel mwarw1936 e la mwar0Snam nel mwar41941. L'orientamento dei governi dell'immediato dopoguerra era però quello di chiudere e liquidare l'AGIP, a causa degli scarsi ritrovamenti seguiti alle ricerche. Invece proprio a partire dal mwar81945 vi furono i primi promettenti ritrovamenti di mwasametano in alcuni pozzi scavati dall'AGIP in mwasePianura Padana. L'appoggio politico di mwasiAlcide De Gasperi e di mwasmEzio Vanoni fu determinante nel favorire l'approvazione della legge istitutiva dell'ENIcite-ref-22[22] che fu comunque preceduta da un lungo dibattito parlamentare.
La legge concedeva all'ente il mwaskmonopolio nella ricerca e produzione di mwasoidrocarburi nell'area della mwassPianura Padana; al nuovo ente fu attribuito il controllo di mwaswAgip, mwas0Anic e mwas4Snam e di altre società minori, configurandosi così come un gruppo petrolifero-energetico integrato che potesse garantire lo sfruttamento delle risorse energetiche italiane. L'ENI aveva il compito di “promuovere e intraprendere iniziative di interesse nazionale nei settori degli idrocarburi e del gas naturale”. La “rendita metanifera” garantita dal monopolio del gas permise all'ENI di finanziare i propri investimenti, anche molto ingenti.
mwataEnrico Mattei fu contemporaneamente presidente dell'ENI e delle principali società controllate. I primi anni di vita dell'ENI furono contraddistinti da grande attivismo a tutti i livelli del ciclo degli idrocarburi.
Le attività in Italia
Nonostante l'ENI fosse nato per sfruttare le risorse petrolifere della mwatmPianura Padana, i ritrovamenti petroliferi sul suolo italiano (mwatqCortemaggiore, mwatuGela) non si rivelarono particolarmente abbondanti. Nonostante ciò, gli anni cinquanta furono anni di grande sviluppo per:
• la rete di distributori di mwatsbenzina, che seguì lo sviluppo della rete autostradale e fu coadiuvata dalle mwatwaree di servizio e dai “mwat0motel Agip”;
• la chimica, con la costruzione del mwauipolo petrolchimico di mwaumRavenna, che andò a intaccare il monopolio della mwauqMontecatini nei mwauufertilizzanti.
I rapporti con i “privati”
L'ENI nacque nonostante l'iniziale opposizione degli industriali privaticite-ref-23[23], in particolare dei gruppi mwavaMontecatini ed mwaveEdison e delle compagnie petrolifere estere operanti in Italia. Quella dell'ENI era considerata concorrenza sleale, perché le sue attività di ricerca erano finanziate dallo Stato; in realtà, l'Agip già collaborava con le compagnie private in alcune società di mwaviraffinazione. La stampa legata alla mwavmConfindustria (in particolare mwavq24 Ore) tendeva a ridimensionare la portata dei ritrovamenti petroliferi dell'Agip e a sottolinearne l'impreparazione dei tecnici. Per controbilanciare gli attacchi che l'ENI riceveva sulla stampa, l'ENI contribuì alla nascita del quotidiano mwavumwavyIl Giorno. Politicamente importante fu anche l'Ufficio Studi e Relazioni pubbliche, affidato a mwavcGiorgio Fuà e mwavgGiorgio Ruffolo, che effettuava ricerche e previsioni sull'evoluzione del mercato dell'energia.
I salvataggi: Pignone, Lanerossi e Sir
Nato per operare in un settore ben specifico (ricerca, estrazione e lavorazione degli idrocarburi), già dal 1953 l'ENI allargò il suo campo di attività al settore metalmeccanico, acquisendo il mwavsNuovo Pignone di mwavwFirenze: si racconta che la richiesta di intervenire per salvare l'azienda sia arrivata a Mattei direttamente dall'allora sindaco di Firenze mwav0Giorgio La Pira, per scongiurare gli oltre mille licenziamenti annunciati dalla proprietà. L'azienda produceva mwav4compressori e altri macchinari industriali, e si sarebbe rivelata poi strategicamente importante per l'ENI per la costruzione di pompe di benzina. Nel mwav81962 l'ENI acquisì l'azienda tessile mwawaLanerossi, anch'essa in condizioni economiche precarie. Nel mwawe1982 assorbì le aziende mwawiSIR, Rumianca ed Euteco del gruppo Rovelli.
L'attività all'estero
I crescenti consumi petroliferi dell'Italia costrinsero l'ENI a rivolgersi all'estero per garantire al paese gli approvvigionamenti. Il fatto di arrivare per ultimo nei paesi esportatori del mwawuMedio Oriente portò l'ENI a concludere contratti molto favorevoli per i produttori, fatto che da una parte fruttò all'ente l'immagine di “amico” dei mwawyPaesi in via di sviluppo e dall'altra invece suscitò la contrarietà da parte del mwawccartello internazionale delle mwawgSette sorelle (vedi la voce mwawkEnrico Mattei, mwawo"Il governo ombra" di Mattei). In effetti fin dai suoi primi anni l'ENI puntò con decisione sull'mwawsAfrica, dove, oltre a concludere accordi per le ricerche, realizzò mwawwraffinerie e reti distributive. Furono strategicamente importanti per l'ENI le competenze ingegneristiche delle sue controllate mwaw0Snamprogetti e mwaw4Saipem: la progettazione e realizzazione di mwaw8oleodotti e raffinerie furono spesso inserite come contropartita negli accordi per la ricerca e lo sfruttamento di giacimenti petroliferi.
Gli anni sessanta
Nel 1962, mwaxiEnrico Mattei morì in un misterioso attentato che fu inizialmente ritenuto essere solo un semplice incidente aereo nei pressi di mwaxmBascapè. La sua morte è collegata alla protezione di importanti interessi politici, economici e mafiosi, italiani ma anche stranieri, come appurato solo nel 2012 durante le indagini su un altro omicidio, quello di mwaxqMauro De Mauro, un giornalista intenzionato a rivelare i segreti dietro l'attentato.cite-ref-24[24]
In seguito alla misteriosa uccisione di Mattei, la presidenza dell'ente fu affidata al suo stretto collaboratore mwaxoMarcello Boldrini, che però esercitava prevalentemente funzioni di rappresentanza; di fatto, mwaxsEugenio Cefis era il dirigente con la maggior autorità. Dopo gli anni del frenetico sviluppo impresso da Mattei, l'ENI cercò di:
• riequilibrare la propria situazione finanziaria: infatti lo sviluppo dell'ente aveva generato forti fabbisogni finanziari che erano stati coperti principalmente da debiti, essendo del tutto insufficiente il patrimonio, cioè il “fondo di dotazione” erogato dallo Stato, che fu effettivamente incrementato nel mwax41964;
• migliorare i propri rapporti con le “Sette sorelle” che erano stati forti avversari di Mattei; dopo la morte di Mattei, l'Eni stipula un accordo con la mwayaEsso per la fornitura di greggio, inaugurando così una fase di collaborazione e non di contrapposizione con i concorrenti.
Le stesse licenze produttive conquistate dall'ENI in mwayiEgitto e mwaymIran non furono particolarmente fortunate, non garantendo produzioni di greggio particolarmente rilevanti. La strada scelta dall'ENI in questo decennio fu così quella di stringere contratti di fornitura di petrolio, senza assumersi l'onere della ricerca e dell'estrazione, che comunque continuò, spesso in consorzio con altre compagnie, in molti paesi del mondo. Nel maggio del mwayq1969 un gruppo di tecnici dell'Agip in mwayuNigeria fu attaccato dagli indipendentisti del mwayyBiafra; 10 di loro furono uccisi e gli altri rilasciati dopo lunghe trattative (vedi anche mwaycEccidio di Biafra).
Le maggiori attenzioni dei vertici dell'ENI in questo periodo furono dedicate però alla chimica: i programmi di sviluppo dell'Anic (petrolchimico di mwazmGela, stabilimenti di mwazqFerrandina e mwazuManfredonia) avvenivano in parallelo con quelli di mwazyMontecatini ed mwazcEdison. Si trattava di investimenti ingenti e rischiosi, che garantivano un ritorno solo nel lungo periodo, cui si aggiungeva il rischio di creare inutili duplicazioni di impianti tra azienda pubblica e azienda privata. Questo mise in tensione i concorrenti, che reagirono fondendosi nella mwazgMontedison nel mwazk1966; poiché però anche da parte ENI si temevano i rischi di duplicazione di impianti, e i primi tentativi di accordo e coordinamento tra i due gruppi andarono a vuoto, nel mwazo1968 l'ENI acquistò un pacchetto azionario che, per quanto modesto, ne fece il primo azionista di Montedison. La presa dell'ENI sulla Montedison fu sancita dalla sua entrata nel mwazspatto di sindacato che amministrava la società e poi, nel mwazw1971, dal passaggio di Cefis dall'ente petrolifero alla presidenza dell'azienda chimica.
Gli anni settanta
All'ENI Cefis fu sostituito da mwaz8Raffaele Girotti, che era stato uno dei suoi principali collaboratori; ben presto però i rapporti tra i due si guastarono e l'auspicato coordinamento degli investimenti tra ENI e Montedison non vi fu, nonostante i programmi redatti dal mwaaaCIPE e l'istituzione di una Commissione Parlamentare di indagine sull'industria chimica. L'Eni cercò di avvantaggiarsi sulla concorrenza cercando di rafforzarsi nella chimica delle specialità e nella farmaceutica, acquisendo numerose piccole e medie imprese.
Lo scontro chimico si concluse con la crisi finanziaria dei gruppi chimici privati mwaaiSIR e Liquichimica i cui impianti, sovradimensionati e sottoutilizzati, furono rilevati dall'ENI. L'ENI uscì completamente dalla Montedison nel mwaaq1980. La crisi petrolifera del mwaau1973 provocò un forte aumento dei prezzi del petrolio greggio, che però non poteva essere scaricato sui prezzi dei prodotti derivati, a causa del blocco dei prezzi imposto dal governo: di conseguenza, i bilanci dell'ENI per le prime volte chiusero in perdita. Inoltre la crisi portò all'abbandono del mercato italiano da parte di alcune compagnie petrolifere straniere, e l'ENI dovette provvedere a rilevarne le raffinerie e la rete di distribuzione, così come avvenne per le attività minerario-metallurgiche dell'mwaayEGAM, che l'ENI dovette acquistare su indicazione del Parlamento.
Negli anni settanta quindi si accentuò il ruolo dell'ENI come strumento per il salvataggio di imprese in difficoltà con lo scopo principale di salvaguardare posti di lavoro in Italia; nonostante questo, le attività internazionali proseguirono e portarono, ad esempio alla costruzione nel mwaag1974 dei mwaakgasdotti per l'importazione di mwaaometano dai mwaasPaesi Bassi e dall'mwaawURSS. Nel mwaa01971 l'Agip fu l'unica compagnia a “salvarsi” dalla nazionalizzazione delle ricerche petrolifere in mwaa4Libia, rimanendo per molti anni l'unica a operare in quel paese.
Gli anni ottanta
Politicamente, i vertici dell'ENI fino al mwabe1979 furono vicini alla mwabiDemocrazia Cristiana; ma a partire da fine anni Settanta fu rilevante l'influenza del mwabmPartito Socialista Italiano, che indicò alla presidenza mwabqGiorgio Mazzanti e alla direzione generale Leonardo Di Donna. Mazzanti si dimise dopo pochi mesi a causa di uno scandalo (caso Eni-Petromin) legato a una fornitura di petrolio dall'mwabcArabia Saudita. Dal 1979 al mwabg1983 si alternarono ai vertici dell'ENI ben tre presidenti e due commissari, che lasciarono l'azienda in seguito a dimissioni, mentre i risultati economici dell'ENI segnavano perdite record. Nel mwabk1983 fu raggiunta una maggior stabilità, con la nomina alla presidenza di mwaboFranco Reviglio, che rimase in carica fino al mwabs1989; sotto la sua presidenza furono ceduti il settore tessile (Lanerossi), fonte di molte perdite, e i risultati economici tornarono positivi. Successivamente viene portata a termine la privatizzazione di alcune società del gruppo, guidate dal manager Vito Gamberalecite-ref-26[26], operanti nei settori dell'abbigliamento, metallurgico e minerario. La sistemazione del settore chimico rimase un punto irrisolto dell'ENI: a un primo accordo con la Montedison nel mwaca1983, che suddivise tra i due gruppi le principali produzioni chimiche, seguì nel mwace1989 la costituzione di mwaciEnimont, che concentrava tutta la chimica di base italiana. Ma già nel novembre mwacm1990 venne firmato l'accordo che assegnava all'ENI la totalità delle azioni Enimont, per un esborso di 2.800 miliardi di lire.
Gli anni novanta: la privatizzazione
Con il mwacydecreto legge n. 333 dell'11 luglio mwacc1992 deliberato dal mwacgGoverno Amato I, l'Ente Nazionale Idrocarburi fu trasformato in una mwackSocietà per azioni controllata dal Ministero del Tesoro, con mwacoGabriele Cagliari presidente e mwacsFranco Bernabè amministratore delegato, assumendo la denominazione societaria di Eni S.p.Acite-ref-27[27]cite-ref-28[28]; questa trasformazione costituì il primo passo del previsto processo di mwadqprivatizzazione. Dal mwadu1993 il presidente Cagliari e altri dirigenti furono coinvolti nelle inchieste di mwadyTangentopoli; lo stesso Bernabè denunciò all'interno delle società del gruppo l'esistenza di un sistema di “mwadcfondi neri” tramite il quale trasferire all'estero denaro destinato al finanziamento di partiti politicicite-ref-29[29]. L'Eni subì un profondo processo di ristrutturazione: attività marginali e non strategiche furono cedute; la chimica, che tante risorse e tante energie aveva assorbito, vide di molto ridimensionata la sua importanza all'interno del gruppo, che avrebbe dovuto concentrarsi nelle attività strettamente legate al petrolio e al gas in vista della sua apertura agli azionisti privati. Il processo di ristrutturazione ridusse di molto il numero di dipendenti del gruppo rispetto ai massimi raggiunti negli anni ottanta.
| Anno | Dipendenti |
|---|---|
| 1954 | 16.000 |
| 1962 | 56.000 |
| 1972 | 79.000 |
| 1982 | 144.000 |
| 1992 | 128.000 |
| 2002 | 80.700 |
| 2007 | 75.900 |
| 2011 | 78.686 |
| 2015 | 28.246 |
| 2016 | 32.733 |
| 2018 | 30.950 |
| 2019 | 32.053 |
| 2020 | 31.495 |
| 2021 | 32.689 |
| 2022 | 32.188 |
| 2023 | 33.142 |
| 2024 | 32.492 |
| 2025 | 32.349 |
Nel mwai81995 una prima quota del capitale di Eni fu collocata sul mercato e l'azienda fu quotata in borsa a mwajaMilano e a mwajeNew York; ulteriori cessioni negli anni successivi hanno portato il Ministero del Tesoro a scendere fino al 30% circa del capitale. Il miglioramento della redditività ha portato l'Eni a garantire all'azionista pubblico buoni mwajidividendi e ad avere le risorse per espandersi anche tramite acquisizioni all'estero (British Borneo mwajm2000, Lasmo mwajq2001, Burren e Dominion mwaju2008).
Dal 1995 al mwajc2001, lo Stato italiano ha venduto in cinque fasi una parte consistente del capitale azionario, conservandone una quota superiore al 30% (sommando le quote mwajgMinistero dell'Economia e delle Finanze e della mwajkCassa Depositi e Prestiti), e mwajodetenendo comunque il controllo effettivo della società. In base alla legge 30 luglio 1994, n. 474, lo Stato, tramite il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con il Ministro dello sviluppo economico, è titolare di una serie di poteri speciali (la cosiddetta golden share) da esercitare nel rispetto di criteri prestabiliti, ritenendo l'Eni un importante attore strategico per la sua politica economicacite-ref-31[31]. Il controllo dello Stato italiano avviene così pur non disponendo più della maggioranza assoluta dei voti in assemblea.
Il XXI secolo: la transizione energetica
Dai primi anni mwake2000 Eni avvia una mwakitransizione energetica a favore delle mwakmenergie rinnovabili mediante la collaborazione con diversi partner ed enti di ricerca. Nel mwakq2007 prende il via la collaborazione con l’mwakuIstituto Donegani per lo sviluppo di tecnologie nel campo delle fonti di mwakyenergia non convenzionali. Nel mwakc2008 Eni stringe un accordo con il mwakgMIT per attività di ricerca energetica finalizzata allo sviluppo di mwakktecnologie solari avanzatecite-ref-32[32], accordo che porta nel mwak42010 all'inaugurazione dell’Eni-Mit Solar Frontiers Centercite-ref-33[33], centro multidisciplinare creato con lo scopo di promuovere e accelerare la ricerca nelle tecnologie solari.
Con l'acquisizione, nel febbraio mwalq2006, di mwaluSnamprogetti da parte della mwalySaipem, azienda precedentemente controllata dall'Eni, quest'ultima costituisce un nuovo leader mondiale nei servizi petroliferi per le attività mwalcoffshore e mwalgonshore. Saipem è a sua volta quotata in borsa. Nel mwalk2007 l'Eni ha firmato un accordo con la compagnia petrolifera mwaloGazprom con cui è stato formalizzato il prolungamento delle forniture di gas e il permesso per la compagnia russa di vendere il gas in Italia in cambio della mwalsconcessione per Eni di sviluppare progetti di ricerca ed estrazione di mwalwidrocarburi in mwal0Siberia.
Il 29 maggio mwal82008 Eni ha annunciato l'acquisizione della maggioranza azionaria della società belga Distrigas S.A.cite-ref-34[34], operante nella commercializzazione di mwamqgas naturale in mwamuBelgio, mwamyFrancia, mwamcGermania, mwamgPaesi Bassi e mwamkLussemburgocite-ref-com-mag08-35-0[35]. A seguito di questa operazione, Eni ha lanciato un'mwam4OPA obbligatoria sulle restanti mwam8azioni Distrigas, che si è conclusa positivamente il 25 marzo 2009cite-ref-36[36], consolidando in tal modo la propria posizione di leadership nel mercato europeo del mwanqgas naturalecite-ref-com-mag08-35-1[35].
Nel mwano2011 viene siglata una partnership tra la società di Eni mwansVersalis (ex Polimeri Europa) e l’azienda chimica italiana mwanwNovamont, che dà vita a un nuovo polo di sviluppo della mwan0chimica verde a mwan4Porto Torrescite-ref-37[37]. Nel mwaom2012 le quote detenute direttamente dal Tesoro sono state cedute alla mwaoqCassa depositi e prestiti ed è stata scorporata la mwaouSnam e ceduta anch'essa alla CDP (società in mani pubbliche).
Il mwaoc2014 è un anno rilevante per la transizione energetica di Eni: la mwaograffineria convenzionale di mwaokPorto Marghera viene riconvertita in impianto di bioraffineria con l’obiettivo di trasformare materie prime di origine biologica in mwaoobiocarburanti di alta qualitàcite-ref-38[38]. Dal 1988 al mwao82015 l'azienda risulta responsabile per lo 0,59% delle emissioni industriali di mwapagas serracite-ref-39[39].
Nel mwaqm2017 nasce la direzione Eni New Energy con il compito di realizzare e operare gli impianti di mwaqqenergia rinnovabile sviluppati: nel mwaqu2018 viene inaugurato il primo mwaqyimpianto fotovoltaico in mwaqcSardegna presso il polo industriale di mwaqgAssemini con una potenza di 26 mwaqkMWcite-ref-42[42], nel mwaq42019 viene avviata la costruzione del secondo impianto fotovoltaico a mwaq8Porto Torres con una capacità installata di picco di 31 mwaraMWcite-ref-43[43]. Il mwaru2019 è anche l’anno dell’avvio delle attività della bioraffineria di mwaryGela che, con una capacità di lavorazione che raggiunge le 750.000 tonnellate annue, è il più innovativo impianto per la produzione di mwarcbiocarburanti in Europacite-ref-44[44]. Nel gennaio mwarw2020 Eni si riconferma leader per il Carbon Disclosure Projectcite-ref-45[45], progetto di mwasesostenibilità ambientale che valuta le performance delle imprese nella lotta contro il mwasicambiamento climatico. Nel 2020 Eni viene definita come la migliore compagnia petrolifera per sostenibilità da Carbon Traker.cite-ref-46[46]
Nel 2018 Eni diventa primo azionista dell'azienda americana mwas4Commonwealth Fusion Systems (CFS), spin-out del mwas8Massachusetts Institute of Technology (MIT) di mwataBostoncite-ref-48[48], che ha l'obiettivo di realizzare un reattore a fusione, basato sulla tecnologia mwatutokamak, molto più compatto ed economico rispetto ad altri progetti esistenti come quello internazionale di mwatyITERcite-ref-49[49]. Il 5 settembre 2021 CFS ha realizzato e testato con successo un prototipo in scala 1:1 di un mwatsmagnete basato su mwatwsuperconduttori HTS (High Temperature Superconductors). L'esperimento ha dimostrato, per la prima volta, che è possibile realizzare una camera di fusione in cui il confinamento del mwat0plasma è assicurato da questo tipo di supermagneti. Questa tipologia di camera di fusione potrà consentire al reattore di raggiungere le altissime temperature, nell'ordine di 100 milioni di gradi, necessarie per rendere possibile la fusione controllata di mwat4deuterio e mwat8trizio e produrre energia sostenibile.cite-ref-50[50] Nel dicembre 2021 Eni rafforza la partnership con CFS partecipando a un round di finanziamento di 1,8 miliardi di dollari insieme a diversi finanziatori tra cui mwauqGoogle e mwauuBill Gates.cite-ref-51[51] Il 9 marzo mwauo2023 Eni sigla successivamente un accordo di cooperazione con CFS con l'obiettivo di accelerare lo sviluppo industriale di ARC, la prima centrale elettrica da fusione in grado di immettere elettricità nella rete. Secondo il nuovo accordo di collaborazione, Eni metterà a disposizione dell'azienda statunitense le proprie competenze di ingegnerizzazione per velocizzare il processo di industrializzazione della fusione.cite-ref-52[52]cite-ref-53[53]
Nel mwavq2020 Eni ha installato e avviato il mwavusupercalcolatore HPC5, che in quel momento era il supercomputer industriale più potente del mondo, in grado di calcolare 51 milioni di miliardi di operazioni complesse al secondo.cite-ref-54[54]
Al 2021 Eni detiene una quota di mercato sulle stazioni di servizio italiane pari al 20% circa.cite-ref-3-55-0[55]
Loghi
La storia del logo della multinazionale Eni è strettamente correlata a quello della compagnia petrolifera mwaxkAgip (1926-2013). Nel 1952, un anno prima della nascita dell'Eni – in cui Agip verrà fatta confluire –, viene indetto un concorso per l'ideazione del marchio della benzina mwaxoSupercortemaggiore: risulterà vincitore l'artista mwaxsLuigi Broggini con il cosiddetto "mwaxwcane a sei zampe".cite-ref-60[60] Il marchio – un cane nero a sei zampe, intento a sputare fuoco dalla bocca – ottiene un successo superiore alle aspettative, tanto che dal 1962 diviene il logo ufficiale dell'Eni e di tutte le altre aziende del gruppo, dopo esserlo già stato mwayede facto per il decennio precedente.cite-ref-61[61]
Tale logo viene ridisegnato una prima volta nel 1972, quando Eni e Agip si dotano per la prima volta di una moderna mwaycimmagine coordinata – comprensiva di mwaygwordmark specifico –, opera del grafico mwaykBob Noorda per l'agenzia Unimark di mwayoMassimo Vignelli.cite-ref-62[62] Nel 1998, in occasione della trasformazione da mway8ente pubblico a mwazasocietà per azioni, i loghi Eni e Agip sono oggetto di un secondo mwazeredesign ancora ad opera di Noorda.cite-ref-63[63]
Nel 2009, con l'inizio della dismissione del marchio Agip e la graduale unificazione di tutte le attività del gruppo sotto il marchio Eni, il logo mantiene il "cane a sei zampe" ma riceve un nuovo mwazcwordmark.cite-ref-64[64] L'ultima evoluzione del logo Eni risale al 2023, in coincidenza con la riorganizzazione del mwazwmwaz0core business della multinazionale, in particolare verso la mwaz4transizione energetica: il "cane a sei zampe" perde i suoi colori storici, abbracciando il giallo quale nuovo colore aziendale oltreché un diverso mwaz8wordmark.cite-ref-65[65]
Struttura del gruppo
Struttura prima della trasformazione in S.p.A.
L'ENI è stato dalla nascita al mwa2w1992 un mwa20ente pubblico economico, finanziato dallo stato tramite un “fondo di dotazione” la cui erogazione e incremento erano determinati dal Parlamento. Come ente pubblico economico, l'ENI era sottoposto alla supervisione del mwa24Ministero delle partecipazioni statali, dove, almeno fino agli anni ‘70, fu dominante l'influenza della mwa28Democrazia Cristiana, che era stata determinante sia nell'istituzione dell'ENI sia in quella del Ministero; in seguito, divenne importante quella del mwa3aPSI, dal quale era indicato il presidente dell'ente. L'ENI era governato da un mwa3econsiglio di amministrazione, all'interno del quale era individuata una “Giunta esecutiva” di tre membri più il presidente e il vicepresidentemwa3i; la Giunta esecutiva era l'organo con i maggiori poteri decisionali, e i suoi membri erano scelti su indicazione dei partiti della maggioranza di governocite-ref-66[66].
L'ENI prima della mwa3gprivatizzazione era strutturato in modo simile all'mwa3kIRI, cioè come una mwa3oholding che controllava diverse “caposettore” che presiedevano alle diverse attività; le principali caposettore dell'ENI erano:
• mwa30Agip (fino al mwa341997) e Agip Petroli, che controllavano rispettivamente il settore dell'estrazione e quello della raffinazione di mwa38idrocarburi;
• mwa4uAnic (fino al mwa4y1983), poi mwa4cEnichem, caposettore per la mwa4gpetrolchimica e la mwa4kchimica;
• mwa4sSnamprogetti e mwa4wSaipem, specializzate nell'impiantistica e nell'ingegneria;
• mwa44Nuovo Pignone, azienda impiantistica e meccanica che controllava altre società meccaniche minori, ceduta dall'Eni nel mwa481992;
• mwa5uSamim S.p.A., caposettore per il settore minerario-metallurgico, costituita nel mwa5y1978 e dal mwa5c1991 denominata mwa5gEnirisorse.
L'ENI operava anche nell'editoria (mwa5omwa5sIl Giorno e l'mwa5wAgenzia Giornalistica Italiana, quest'ultima ancora di sua proprietà), nei combustibili nucleari (Agip Nucleare), nella farmaceutica (mwa50Recordati, Sclavo) e nel settore turistico-alberghiero (catena dei mwa54mwa58motel Agip con la società mwa6aSEMI). In effetti l'ENI era considerato una delle compagnie petrolifere più grandi al mondo, ma anche tra le più diversificate.cite-ref-67[67] Fino alla presidenza di mwa6uEugenio Cefis il presidente dell'ENI era anche presidente delle caposettore, mantenendo un elevato grado di controllo sulle diverse attività. A partire dagli anni '70 invece l'influenza dei partiti politici sulle nomine degli amministratori nelle società divenne dominante.cite-ref-68[68]
Dopo la trasformazione in S.p.A.
Dopo l'avvio della quotazione in borsa, avvenuta a partire dal mwa6w1995, l'Eni si diede una struttura più “snella”: Agip e Snam furono assorbite dall'Eni S.p.A., che si organizzò nelle tre divisioni. Molte attività considerate non strategiche furono cedute. Come società per azioni l'Eni si è dato un mwa60governo d'impresa simile a quella di altre aziende private, con un mwa64consiglio di amministrazione di nove membri e un mwa68amministratore delegato. Nonostante la sua discesa nel capitale, il Ministero dell'Economia conserva il potere di nominare la maggior parte dei membri del consiglio.
L'Eni è organizzata in tre grandi divisioni operative:
• Divisione E&P (mwa7mExploration and Production): ricerca e produzione di idrocarburi
• Divisione G&P (mwa7wGas and Power): approvvigionamento e vendita di gas naturale all'ingrosso e al dettaglio, acquisto e commercializzazione di gas naturale liquefatto (GNL) e acquisto, produzione e vendita di energia elettrica.
• Divisione R&M e Chimica (mwa8uRefining and Marketing e Chimica): raffinazione e commercializzazione di carburanti e altri prodotti petroliferi
Partecipazioni
• mwa9kAgenzia Giornalistica Italia (AGI), 100%, agenzia di stampa
• Azule Energi (ex Eni Angola SpA), 50%, gestisce gli asset upstream di Eni in Angola
• Banque Eni SA, 100%, erogazione di servizi finanziari
• mwa98Commonwealth Fusion Systems, sviluppo industriale per l’energia da fusione nucleare
• Ecofuel SpA, 100%, produzione e commercializzazione di componenti puliti per benzine e di metanolo; gestione degli impianti biogas acquisiti da Fri-El Green Power tramite la controllata Enibioch4in
• Enibioch4in, 100%, produzione di biometano
• mwa-uEni Corporate University, 100%, selezione e formazione personale
• Eni España Comercializadora de Gas, 100%, vendita e distribuzione di gas naturale sul mercato iberico
• Eni Global Energy Markets, 100%, gestisce le attività globali di trading di gas, energia elettrica, CO2 e prodotti oil
• Eni Industrial Evolution, 100%, gestione e trasformazione degli asset tradizionali di Eni nel downstream in Europa e Medio Oriente
• Eni International Resources, 100% selezione e sviluppo di risorse internazionali
• Eni Next LLC, 100%, società di Corporate Venture Capital del Gruppo Eni
• mwa-eEni Plenitude, 70% (ex Eni gas e luce), vendita di gas naturale ed energia elettrica a privati e imprese
• Enipower, 51% generazione e vendita di energia elettrica e vapore tecnologico
• mwa-uEniProgetti, 100%, servizi di ingegneria
• mwa-cEni Rewind, 100%, servizio integrato nel campo del risanamento ambientale
• EniServizi, 100%, fornitura di servizi integrati
• Eni Trade & Biofuels, 100%, trading internazionale di greggio, prodotti petroliferi, materie prime per biocarburant
• Eni Trading & Shipping, 100%, trading di greggi, prodotti petroliferi, gas naturale e commodity energetiche
• Eniverse Ventures, 100%, società Corporate Venture Builder per l'innovazione tecnologica
• Enivibes, 76%, società corporate venture per tecnologie di monitoraggio asset integrity
• Export LNG Ltd, 100%, detiene l’impianto di liquefazione galleggiante Tango FLNG nella Repubblica del Congo
• Ieoc SpA, 100%, consociata attiva in mwbawEgitto
• Ithaca Energy, 37%, esplorazione e produzione nel Mare del Nord; dal 2024 ha integrato le attività upstream di Eni UK
• LNG Shipping SpA, 100% trasporto via mare di mwbbegas naturale liquefatto
• Mozambique Rovuma Venture SpA, 36%, mwbbqjoint venture formata da Eni, ExxonMobil e CNODC, che detiene una partecipazione del 70% nella licenza di esplorazione e produzione di Area 4 in mwbbuMozambico
• Vår Energi, 63%, esplorazione e produzione di idrocarburi nel Norwegian Continental Shelf
• mwbb8Versalis, 100% produzione e distribuzione di prodotti petrolchimici
Partecipazioni in passato
• mwbcmTecnomare, (Servizi di ingegneria offshore)
• Eni Engineering E&P, (Servizi di ingegneria onshore)
• 8,537% di mwbcySnam, che a sua volta controlla:
• mwbckSnam Rete Gas, 100% (Trasporto e dispacciamento di gas naturale)
• mwbcsItalgas S.p.A., 100% (Distribuzione di gas naturale in ambito urbano, gruppo costituito da 21 società). Il 12 febbraio mwbcw2009, ENI ha venduto il 100% di Italgas S.p.A. alla allora Snam Rete Gas S.p.A. (oggi Snam) per 3,07 miliardi di eurocite-ref-72[72]
Governo d'impresa
Presidenti
• mwbdwEnrico Mattei (1953-1962)
• mwbd4Marcello Boldrini (1962-1967)
• mwbeaEugenio Cefis (1967-1971)
• mwbeiRaffaele Girotti (1971-1975)
• mwbeqPietro Sette (1975-1979)
• mwbeyGiorgio Mazzanti (1979)
• Egidio Egidi (commissario straordinario, 1979-1980)
• Alberto Grandi (1980-1982)
• Enrico Gandolfi (commissario straordinario, 1982)
• mwbesUmberto Colombo (1982-1983)
• mwbe0Franco Reviglio (1983-1989)
• mwbe8Gabriele Cagliari (1989-1993)
• Luigi Meanti (1993-1996)
• Guglielmo Moscato (1996-1999)
• mwbfmRenato Ruggiero (1999)
• mwbfuGian Maria Gros-Pietro (1999-2002)
• mwbfcRoberto Poli (2002-2011)
• mwbfkGiuseppe Recchi (2011-2014)cite-ref-74[74]
• mwbf8Emma Marcegaglia (2014-2020)
• Lucia Calvosa (2020-2023)
• mwbgiGiuseppe Zafarana (2023-2026)
• Giuseppina Di Foggia (dal 2026)
Consiglio di amministrazione
Gli attuali amministratori sono:
• Presidente: Giuseppina Di Foggia
• Amministratore delegato: Claudio Descalzi
• Consiglieri: Stefano Cappiello, Carolyn Adele Dittmeier, Benedetta Fiorini, Emma Marcegaglia, Matteo Petrella, Cristina Sgubin, Raphael Louis L. Vermeir.
Amministratori delegati
• mwbhuFranco Bernabè (1992 - 1999)cite-ref-75[75]
• mwbhsVittorio Mincato (1998 - 2005)cite-ref-76[76]
• mwbiePaolo Scaroni (2005 - 2014)cite-ref-77[77]
• mwbicClaudio Descalzi (dal 2014)
Principali azionisti
I maggiori azionisti di Eni sono:cite-ref-78[78]
• mwbjaCassa depositi e prestiti - 30,918%
• mwbjiMinistero dell'economia e delle finanze - 2,166%
• Totale mwbjqpartecipazione statale: 33,084%
Sedi
Eni SpA ha sede a mwbjkRoma nel quartiere dell'mwbjoEUR, nell'omonimo mwbjsPalazzo ENI appositamente realizzato nel mwbjw1962 per ospitare gli uffici dell'ente. Un'altra sede storica dell'Eni si trova a mwbj0San Donato Milanese, realizzata negli anni '50 nelle vicinanze di una stazione di pompaggio del mwbj4metano. La costruzione della sede si accompagnò a quella di un quartiere residenziale limitrofo che prese il nome di mwbj8Metanopoli. Storicamente, la mwbkaSnam, l'mwbkeAgip e l'mwbkiAnic hanno sempre avuto la sede direzionale a mwbkmMilano, mentre l'mwbkqAgip Petroli a mwbkuRoma. Grandi complessi petrolchimici costruiti dall'Eni tra gli anni '50 e '60 si trovano a mwbkyRavenna e a mwbkcGela, altri (come a Mantova e a mwbkgBrindisi) sono stati acquisiti dall'Eni successivamente; molti altri stabilimenti e mwbkkraffinerie sono stati rilevati dall'Eni da aziende private che si trovavano in difficoltà economiche. Il Laboratorio per le energie rinnovabili e l'ambiente (ex mwbkoCentro Ricerche per le Energie Non Convenzionali - Istituto Eni Donegani)cite-ref-79[79] si trova a mwbk8Novara.
Dati economici
2006
• mwbluCapitalizzazione in Borsa (fine esercizio): 93,8 miliardi di euro.
• mwblcValore per azione: euro 25,48 (per paragone: alla prima offerta al pubblico nel 1995 il prezzo per azione: euro 5,42)
• mwblkRicavi dell'esercizio: euro 86,1 miliardi (1996: 29,8 miliardi).
• mwblsUtile netto: euro 9,2 miliardi (1996: 2,3 miliardi)
• mwbl0Produzione quotidiana idrocarburi (petrolio e gas): 1,77 milioni di barili di petrolio equivalente (boe) (per paragone: l'intero consumo quotidiano italiano di idrocarburi: 2,29 milioni di boe)
2007
• mwbmeCapitalizzazione in Borsa (fine esercizio): euro 91,6 miliardi.
• mwbmmValore per azione: euro 25,05
• mwbmuRicavi dell'esercizio: euro 87,256 miliardi dalla sua gestione caratteristica: 88,083 con altri ricavi e proventi inclusi.
• mwbmcUtile netto: euro 10,011 miliardi
• mwbmkProduzione quotidiana idrocarburi (petrolio e gas): 1,736 milioni di barili di petrolio equivalente (boe)
• mwbmsBilancio Eni S.p.A al 31.12.2007 (PDF), su eni.it.
2008
ENI nel 2008 ha ottenuto ricavi per 108,15 miliardi di euro per quanto riguarda la sua gestione caratteristica, 108,87 con altri ricavi e proventi inclusi, EBIT di 18,64 miliardi, utili per 8,82 miliardi. Patrimonio netto di 44,43 miliardi, indebitamento finanziario netto di 18,37 miliardi, partecipazioni per 26,72 miliardi in 368 controllate, 202 collegate e altre 35 aziende, capitalizzazione di 60,6 miliardi, un'azione vale 16,74 euro.
La produzione quotidiana idrocarburi (petrolio e gas) si è attestata a 1,797 milioni di barili di petrolio equivalente (boe) di cui 1,026 milioni di barili di petrolio (68.000 in Italia) e 125 milioni di metri cubi di gas naturale (21,2 in Italia).
La rete Agip, Divisione Refining&Marketing, ha ottenuto ricavi per 45,83 miliardi, perdite per 1,02 miliardi, 5.956 stazioni di servizio in Europa che hanno venduto 12,67 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi e 8.327 dipendenti.
Ha 3.335 milioni di barili di petrolio e condensati (186 milioni in Italia) e 531 miliardi di metri cubi di gas naturale (81 miliardi in Italia) di riserve certe con 10 anni di vita utile.
• mwbnuBilancio Eni S.p.A al 31.12.2008 (PDF), su eni.it. URL consultato il 26 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 23 aprile 2009).
2009
ENI nel 2009 ha fatturato 83,22 miliardi di euro di ricavi, ha avuto 1,11 miliardi di altri ricavi, Ebit di 12,05 miliardi, utili per 4,36 miliardi. Possiede 63,17 miliardi di immobili, impianti e macchinari, posizione finanziaria negativa per 23,05 miliardi. Ha partecipazioni per 29,37 miliardi di euro.
ENI occupa 78.417 dipendenti.
La divisione Exploration&Production ha raggiunto una produzione quotidiana idrocarburi (petrolio e gas), di 1.769 milioni di barili di petrolio equivalente al giorno, di cui 1.007 milioni di barili di petrolio (56.000 in Italia) e 123,9 milioni di metri cubi di gas naturale (18,5 in Italia).
Divisione Gas&Power ha venduto 103,72 miliardi di metri cubi di gas naturale, 12,9 miliardi di mwbnsGNL e 33,96 terawatt di energia elettrica, di cui 24,09mwbnw TW prodotti tramite le centrali Eni in Italia.
Possiede riserve certe per 3.463 milioni di barili di petrolio e condensati e 508 miliardi di metri cubi di gas naturale con una vita utile di 10 anni.
La rete mwbn8Agip, Divisione Refining&Marketing, ha ottenuto ricavi per 31,76 miliardi di euro, ha venduto 12,02 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi attraverso un numero medio di 5.986 stazioni di servizio: impiega 8.166 dipendenti. Ha raffinato 34,55 milioni di tonnellate di petrolio. Detiene il 31,5% del mercato di distribuzione italiano.
Fonte: mwboeBilancio Eni S.p.A al 31.12.2009
2010
Il gruppo ENI S.p.A. ha fatturato 98,52 miliardi di euro, principalmente dovuti a:
• 43,19 miliardi da Divisione Refining&Marketing
• 29,57 miliardi da Divisione Gas&Power
• 29,49 miliardi da Divisione Exploration&Production
• 10,58 miliardi da Divisione Ingegneria&Costruzioni
• 6,141 miliardi da Divisione Petrolchimica
A tali dati sono da sottrarre i ricavi infrasettoriali.
12,05 miliardi di Ebit e 6,31 miliardi di utile netto. Ha debiti per 27,78 miliardi, indebitamento finanziario netto di 26,19 miliardi, patrimonio netto di 55,72 miliardi, occupa 79.941 dipendenti.
Possiede riserve certe per 3.623 milioni di barili di petrolio e condensati e 506 miliardi di metri cubi di gas naturale per una vita utile di 10 anni.
Divisione Exploration&Production ha raggiunto una produzione quotidiana idrocarburi (petrolio e gas), di 1.815 milioni di barili di petrolio equivalente al giorno, di cui 997 milioni di barili di petrolio e 129 milioni di metri cubi di gas naturale.
Divisione Gas&Power ha venduto 97,06 miliardi di metri cubi di gas naturale, 15 miliardi di mwbo8GNL e 39,54 terawatt di energia elettrica, di cui 25,63mwbpa TW prodotti tramite le centrali Eni in Italia (Ferrera Erbognone, Ravenna, Livorno, Taranto, Mantova, Brindisi, Ferrara e Bolgiano).
Divisione Refining&Marketing (rete Agip) ha venduto 46,8 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi, gestendo una rete di 6.167 stazioni in Europa.
Fonte: mwbpmBilancio ENI S.p.A. al 31.12.10
2011
Nel 2011 ENI ha conseguito fatturato per 107,69 miliardi di cui:
• 51,21 miliardi da Divisione Refining&Marketing
• 33,09 miliardi da Divisione Gas&Power
• 29,12 da Divisione Exploration&Production
• 11,84 miliardi da Divisione Ingegneria&Costruzioni
• 6,49 miliardi da Divisione Petrolchimica
A tali dati sono da sottrarre i ricavi infrasettoriali.
Ebit di 16,80 miliardi, 6,86 miliardi di utile. Indebitamento finanziario netto di 28,03 miliardi, 58 miliardi di capitalizzazione, 72.574 dipendenti. Possiede un patrimonio netto di 60,39 miliardi, valore residuo di immobili, impianti e macchinari pari a 73,57 miliardi, debiti per 29,59 miliardi.
ENI - Divisione Exploration&Production possiede 7,08 milioni di boe di riserve certe per una vita utile di circa 12 anni, ha raggiunto una produzione giornaliera di 1,58 milioni di boe.
ENI - Divisione Gas&Power ha importato e venduto 96,76 miliardi di metri cubi di metano (7,22 miliardi prodotti in Italia), 15,7 miliardi di GNL e 40,28 terawattora di energia elettrica (di cui 25,23 prodotti in Italia). I clienti italiani sono 7,1 milioni.
ENI - Divisione Refining & Marketing ha commercializzato 45,02 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi attraverso una rete di 6.287 stazioni di servizio in tutta Europa. Ha il 30,5% del mercato italiano.
La crescita dell'utile è da ricondurre all'aumento del prezzo del petrolio e a una plusvalenza di 1,04 miliardi dovuta alle cessioni dei gasdotti europei che hanno compensato le perdite delle Divisioni Gas&Power, Petrolchimica e Refining&Marketing.
ENI S.p.A. detiene partecipazioni per un totale di 31,77 miliardi di euro.
Fonte: mwbqoBilancio ENI S.p.A. al 31.12.11
2012
Eni S.p.A. ha conseguito ricavi per 127,22 miliardi di euro di cui:
• 62,65 miliardi da Divisione Refining & Marketing
• 36,20 miliardi da Divisione Gas & Power
• 35,88 miliardi da Divisione Exploration & Production
• 12,77 miliardi da Divisione Ingegneria & Costruzioni
• 6,41 miliardi da Divisione Chimica
• 1,37 miliardi da Corporate e società finanziarie
• 0,12 miliardi da altre attività
A tali dati sono da sottrarre i ricavi infrasettoriali.
Ebit di 15,02 miliardi, utili a 7,78 miliardi. L'indebitamento netto calato a 15,11 miliardi per via della cessione del 30% di Snam a mwbrcCassa Depositi e Prestiti e conseguente deconsolidamento dei debiti Snam. Patrimonio netto di 62,71 miliardi, capitalizzazione di 66,4 miliardi, 77.838 dipendenti, debiti per 24,46 miliardi.
ENI - Divisione Exploration&Production ha riserve per 7,17 milioni di boe con una vita utile di 11 anni e 6 mesi, ha raggiunto una produzione di 1,70 milioni di boe/giorno, principalmente estratti in Libia, Egitto, Nigeria, Italia (189.000 boe/d), Norvegia, Congo.
ENI - Divisione Gas&Power ha venduto 95,32 miliardi di metri cubi di gas metano e 42,58 terawattora di energia elettrica. In Italia ha 7,45 milioni di clienti. Si è approvvigionata principalmente da Russia, Algeria (incluso GNL), Norvegia, Paesi Bassi, Italia (7,55 miliardi di m³) e Libia.
ENI - Divisione Refining & Marketing ha commercializzato 48,33 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi attraverso una rete di 6.384 stazioni di servizio in tutta Europa. Ha il 31,2% del mercato italiano.
La crescita dell'utile è da ricondurre principalmente ai risultati di Divisione Exploration & Production, tra cui il recupero delle produzioni libiche.
Le Divisioni che per Eni rappresentano criticità, a causa dei risultati economici conseguiti, sono R&M con una perdita di 179 milioni (anche se in miglioramento rispetto all'anno scorso) a causa del calo della domanda e delle vendite in Italia che ha effetti anche sulle attività di raffinazione e Divisione Chimica con -395 milioni, sempre a causa della recessione.
Fonti: mwbr4Bilancio ENI S.p.A. al 31.12.12
2013
Nel 2013 Eni ha conseguito ricavi per 114,72 miliardi di euro, di cui:
• 57,32 miliardi da Divisione Refining & Marketing
• 32,12 miliardi da Divisione Gas & Power
• 31,26 miliardi da Divisione Exploration & Production
• 11,61 miliardi da Divisione Ingegneria & Costruzioni
• 5,85 miliardi da Divisione Chimica
• 1,45 miliardi da Corporate e società finanziarie
• 0,08 miliardi da altre attività
A tali dati sono da sottrarre i ricavi infrasettoriali.
Ebit di 8,85 miliardi, utili di 5,16 miliardi di euro.
La diminuzione dei ricavi e dell'Ebit deriva da riduzioni della produzione di idrocarburi in Libia, Nigeria e Algeria per fattori geopolitici, dalla crisi economica che ha causato un abbassamento dei consumi e dal peggioramento di alcune commesse Saipem.
Il confronto con il 2012 va effettuato tenendo conto che su 7,79 miliardi dell'utile, 3,59 erano imputabili a Snam, ora non più consolidata: pertanto l'utile 2012 di Eni, al netto di Snam, è stato pari a 4,2 miliardi.
Indebitamento netto di 15,42 miliardi, 61,17 miliardi di patrimonio netto, capitalizzazione di 63,4 miliardi, valore residuo di impianti, immobili e macchinari di 62,50 miliardi di euro e 82.289 dipendenti.
ENI - Divisione Exploration&Production ha riserve per 6,353 milioni di boe, per una vita utile di 11,1 anni, con una produzione di 1.619 migliaia di boe al giorno.
ENI - Divisione Gas&Power ha prodotto vendite di gas nel mondo per 93,17 miliardi di metri cubi e di elettricità per 35,05 terawattora, servendo 8 milioni di clienti.
ENI - Divisione Refining & Marketing ha una quota di mercato in Italia del 27,5% e 6.386 stazioni in Europa.
Solamente Divisione E&P ha generato utili in questo periodo: tutte le altre divisioni hanno chiuso in perdita, sempre per le cause di cui sopra, nonostante un lieve miglioramento di mwbtiVersalis (-338 milioni).
Fonte: mwbtqEni S.p.A., Bilancio al 31.12.13
2014
Nel 2014 Eni ha conseguito 94,2 miliardi di euro di ricavi, con utili per 850 milioni.
2015
Nel 2015 Eni ha conseguito 68,9 miliardi di euro di ricavi, registrando una perdita di gruppo pari a 9,4 miliardi.
Fonte: mwbtoEni S.p.A., Bilancio al 31.12.15
2016
Nel 2016 Eni ha conseguito 55,8 miliardi di euro di ricavi, con utili pari a 1,457 miliardi di euro.
Fonte: mwbt4Eni S.p.A., Bilancio al 31.12.16
2017
Nel 2017 Eni ha conseguito 66,9 miliardi di euro di ricavi, con un utile netto di competenza Eni pari a 3,374 miliardi di euro.
Fonte: mwbuiRelazione Finanziaria Annuale 2017
La produzione giornaliera di idrocarburi ha raggiunto il record assoluto nel dicembre 2017 con 1,92 milioni di boe/giorno (barili di olio equivalenti)cite-ref-80[80]. Le vendite di gas hanno raggiunto gli 80,83 miliardi di metri cubi e sono stati venduti 35,33 TWh di energia elettricacite-ref-eni-com2017-81-0[81]. Le produzioni di prodotti petrolchimici sono state di 5.818 migliaia di tonnellate nel 2017cite-ref-eni-com2017-81-1[81].
2018
Nel 2018 Eni ha conseguito 75,8 miliardi di euro di ricavi, con un utile netto di competenza Eni pari a 4,126 miliardi di euro.
Fonte: mwbvmRelazione Finanziaria Annuale 2018
2019
Nel 2019 Eni ha conseguito 69,9 miliardi di euro di ricavi, con un utile netto di competenza Eni pari a 148 milioni di euro.
Fonte: mwbvcRelazione Finanziaria Annuale 2019
2020
Nel 2020 Eni ha conseguito 43,9 miliardi di euro di ricavi, con una perdita netta di competenza Eni pari a 8,6 miliardi di euro.
Fonte: mwbvsRelazione Finanziaria Annuale 2020
2021
Nel 2021 Eni ha conseguito 77,7 miliardi di euro di ricavi, con un utile netto di competenza Eni pari a 5,8 miliardi di euro.
Fonte: mwbv8Relazione Finanziaria Annuale 2021
2022
Nel 2022 Eni ha conseguito 132,512 miliardi di euro di ricavi, con un utile netto di competenza Eni pari a 13,887 miliardi di euro.
Fonte: mwbwmRelazione Finanziaria Annuale 2022
2023
Nel 2023 Eni ha conseguito 93,72 miliardi di euro di ricavi, con un utile netto di competenza Eni pari a 4,78 miliardi di euro.
Fonte: mwbwcRelazione Finanziaria Annuale 2023
2024
Nel 2024 Eni ha conseguito 88,80 miliardi di euro di ricavi, con un utile netto di competenza Eni pari a 2,62 miliardi di euro.
Fonte: mwbwsRelazione Finanziaria Annuale 2024
2025
Nel 2025 Eni ha conseguito 82,20 miliardi di euro di ricavi, con un utile netto di competenza Eni pari a 2,61 miliardi di euro.
Fonte: mwbw8Relazione Finanziaria Annuale 2025
Rating
| Rating merito creditizio | Rating merito creditizio | Rating merito creditizio | Rating merito creditizio | Rating merito creditizio | Rating merito creditizio | Rating di sostenibilità |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Moody's | Moody's | S&P | S&P | Fitch | Fitch | Standard Ethics |
| Long-term | Short-term | Long-term | Short-term | Long-term | Short-term | Long-term |
| A3 | P-2 | A- | A-2 | A- | F1 | EE+ |
Controversie
Scioperi in Kazakistan
A mwbagZhanaozen, in mwbakKazakistan il 16 dicembre mwbao2011, gli mwbasoperai dell'mwbawindustria petrolifera della Ersai Caspian, controllata dalla mwba4Saipem, gruppo ENI, dopo oltre sei mesi di mwba8sciopero, hanno manifestato per i propri mwbbadiritti; sono state uccise dalla mwbbepolizia locale dodici personecite-ref-87[87]. mwbbyHuman Rights Watchcite-ref-88[88] ha pubblicato un dossier sulla vicendacite-ref-89[89]: le indagini condotte da diversi ispettori di Human Right Watch, mettono in evidenza continue violazioni dei diritti dei lavoratori da parte della Ersai Caspian, che per molti mesi ha rifiutato ogni trattativa sulle richieste salariali dei lavoratori, licenziando gli operai sindacalmente più attivi, arrivando a minacciarli e in qualche caso anche a farli mwbb8aggredire fisicamentecite-ref-90[90]cite-ref-91[91].
Accuse di inquinamento in Africa occidentale
Alcune mwbcoONG, come mwbcsAmnesty Internationalcite-ref-autogenerato2-92-0[92], Environmental Rights Actioncite-ref-93[93], un importante studio di impatto ambientale del mwbdqProgramma delle Nazioni Unite per l'Ambientecite-ref-94[94], inchieste giornalistichecite-ref-95[95] hanno denunciato come in mwbd0Nigeria l'Eni e le sue consociate NAOC (Nigerian Agip Oil Company) e AGIP Nigeria PLC e le tutte le altre compagnie petrolifere presenti in questo paese dell'Africa occidentale (in primo luogo Shell, ma anche Chevron, Total, ELF ExxonMobilcite-ref-96[96]) abbiano devastato il mwbeidelta del Nigercite-ref-97[97], a causa delle fuoriuscite di petrolio dagli oleodotti che hanno contaminato falde acquifere, corsi d'acqua, foreste, formazioni a mangrovie e campi coltivati dai quali le comunità locali traggono il proprio sostentamento (e che sono talvolta aggravate dai ritardi nella bonifica dei siti inquinati)cite-ref-autogenerato2-92-1[92]. Tale disastrosa situazione ambientale e sociale del delta del Niger e le responsabilità delle compagnie petrolifere e del governo sono state ribadite dalla sentenza della Corte di Giustizia della Comunità economica degli stati dell'Africa occidentale (Ecowas, dicembre 2012).cite-ref-98[98] Nello stesso Paese l'Eni pratica il mwbe8gas flaring, un processo fortemente inquinante per l'atmosfera, che crea un enorme quantitativo di mwbfaanidride carbonicacite-ref-99[99]cite-ref-100[100].
Pubblicità ingannevole
Il 15 gennaio 2020 Eni riceve una multa di 5 milioni di euro dall'mwbfsAGCM per mwbfwpubblicità ingannevole, in merito alla pubblicizzazione di un particolare tipo di mwbf0gasolio come prodotto "green", termine contestato in quanto si tratta in ogni caso di un mwbf4carburante di origine prevalentemente mwbf8fossile e quindi, per sua natura, altamente inquinante.cite-ref-101[101] Il 23 aprile mwbgq2024 il mwbguConsiglio di Stato accoglie il ricorso di Eni e respinge la tesi dell'mwbgyAGCM procedendo all'assoluzione dall'accusa di pubblicità ingannevole. Il Consiglio di Stato accerta che per la campagna pubblicitaria del carburante Eni Diesel+ nessuna pratica commerciale scorretta è stata messa in atto e specifica che il concetto di "green" può essere associato anche a prodotti che, sebbene inquinanti, presentano un minore impatto ambientale rispetto ad altri.cite-ref-102[102]cite-ref-103[103]
Accuse di "greenwashing"
Eni è stata più volte accusata di mwbhegreenwashing da diversi gruppi ambientalisti e membri parlamentari,cite-ref-104[104] soprattutto a seguito di grosse campagne pubblicitarie come quelle del mwbhyFestival di Sanremo.cite-ref-105[105]
Accuse di corruzione in Algeria e Nigeria
A dicembre 2016 la procura di Milano chiude l'inchiesta ENI/Nigeria di corruzione internazionalecite-ref-108[108] per presunta tangente di 1 miliardo e 92 milioni di euro inserendo a registro undici indagati tra cui l'AD di ENI, mwbioClaudio Descalzi, mwbisPaolo Scaroni e il faccendiere mwbiwLuigi Bisignanicite-ref-109[109]. Il 17 marzo 2021 il mwbjeTribunale di Milano ha assolto tutti gli imputati, compresi l'AD Eni Claudio Descalzi, l'ex AD Paolo Scaroni, la società e i manager coinvolti nell'indagine "perché il fatto non sussiste".cite-ref-110[110]cite-ref-111[111]. Il 19 luglio 2022 la Procura Generale ha rinunciato all’appello innanzi alla II sezione della mwbjoCorte d’appello di Milano rendendo definitive, passando in giudicato, le sentenze di assoluzione pronunciate nel marzo 2021.cite-ref-112[112]. L'11 novembre 2022 il procedimento si chiude anche per le richieste civili con la decisione della mwbj8Corte d’appello di Milano che ha rigettato l'mwbkaistanza di risarcimento danni avanzata dalla Nigeria, condannando quest'ultima al pagamento delle spese processuali. La Corte d’Appello di Milano ha inoltre dichiarato inammissibile l’mwbkeappello della Procura contro la sentenza di mwbkiassoluzione formulata nei confronti di Eni e dei suoi imputati dal mwbkmTribunale di Milano.cite-ref-113[113] Il 16 novembre 2023 la vicenda giudiziaria Eni-Nigeria si chiude definitivamente anche sul piano civile con la conferma da parte del Governo africano del ritiro della richiesta di risarcimento nei confronti dell'azienda petrolifera italiana.cite-ref-114[114] L'8 ottobre 2024 il mwbkwprocuratore aggiunto Fabio De Pasquale e il mwbk0pubblico ministero Sergio Spadaro vengono condannati dal Tribunale di Brescia a 8 mesi di reclusione per mwbk4rifiuto d’atti d’ufficio relativo all'omissione di prove ritenute favorevoli agli imputati, tra i quali Paolo Scaroni e Claudio Descalzi, precedentemente assolti dal Tribunale di Milano nel processo Eni-Nigeria.cite-ref-115[115]
La prima "causa climatica" italiana
Il 9 maggio 2023 Eni è stata citata in giudizio da mwbluReCommon e mwblyGreenpeacecite-ref-0-116-0[116], in quella che alcuni hanno definito "la prima causa climatica italianacite-ref-1-117-0[117]". Secondo le due organizzazioni, sebbene Eni sarebbe stata consapevole da circa cinquant'anni che la mwbl8combustione di idrocarburi sia la principale causa del mwbmacambiamento climatico, avrebbe utilizzato strategie di mwbmelobbying e mwbmigreenwashing per minimizzare i rischi del suo modello di business e delle sue attività.
Il 26 luglio dello stesso anno Greenpeace e ReCommon annunciano tramite un comunicato congiunto che Eni ha deciso di intentare una causa di risarcimento danni nei loro confronti per mwbmydiffamazione a mezzo stampacite-ref-118[118]. Eni smentisce la notizia precisando di non aver avviato nessuna causa nei confronti delle due mwbmsONG ma di aver proposto invece una istanza di mediazione per l'accusa formulata a danno dell'aziendacite-ref-119[119].
Attività filantropiche
Durante la mwbnipandemia di COVID-19 del 2020, il gruppo ENI ha supportato i costi di realizzazione del "Columbus Covid-19 Hospital", il secondo ospedale per malati COVID della capitale creato all'interno del mwbnmPoliclinico Agostino Gemelli.cite-ref-120[120]cite-ref-121[121]cite-ref-122[122]
Onorificenze
Attestato e medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza»
—
Roma, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 ottobre 2010
Archivio
Il patrimonio documentario prodotto dall'ENI è conservato a Pomezia (Roma) nell'Archivio storicocite-ref-124[124] e comprende 5 chilometri di documenti, 400.000 immagini fotografiche e 5.000 unità audiovisive, divise nei fondi seguenti:
• Azienda generale italiana petroli - AGIP - Società partecipate e controllate (1905 - 1974)cite-ref-125[125]
• Azienda generale italiana petroli - AGIP - Studi e verifiche (1940 - 1964)cite-ref-126[126]
• Enidata (1972 - 2004)cite-ref-127[127]
• Ente nazionale idrocarburi - ENI (sec. XX prima metà - sec. XX seconda metà)cite-ref-128[128]
• Ente nazionale idrocarburi - ENI - Incarichi speciali (1953 - 1979)cite-ref-129[129]
• Ente nazionale idrocarburi - ENI - Presidenza Enrico Mattei (1948 - 1962)cite-ref-130[130]
• Ente nazionale idrocarburi - ENI - Presidenza Eugenio Cefis (1967 - 1971)cite-ref-131[131]
• Ente nazionale idrocarburi - ENI - Presidenza Marcello Boldrini (1962 - 1967)cite-ref-132[132]
• Ente nazionale idrocarburi - ENI - Presidenza Pietro Sette (1975 - 1979)cite-ref-133[133]
• Ente nazionale idrocarburi - ENI - Presidenza Raffaele Girotti (1971 - 1975)cite-ref-134[134]
• Jacobini Oreste (1899 - 1956)cite-ref-135[135]
• Montedison (1965 - 1981)cite-ref-136[136]
• Partecipazioni manifatturiere tessili e confezioni - TESCON (1974 - 1976)cite-ref-137[137]
• Società anonima italiana perforazione e montaggi - SAIPEM (1955 - 1962)cite-ref-138[138]
• Società di gestioni e partecipazioni industriali - GEPI (1971 - 1979)cite-ref-139[139]
• Società italiana per il commercio estero anonima - SICEA (1940 - 1972)cite-ref-140[140]
• Società petrolifera italiana - SPI (1905 - 1986)cite-ref-141[141]
Note
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Altri progetti
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• Wikinotizie contiene l'articolo Eni rileva il 57,2% di Distrigas, 30 maggio 2008
Collegamenti esterni
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• mwc-4Fondazione Eni Enrico Mattei, su feem.it (archiviato dall'url originale il 18 settembre 2008).